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La festa Patronale - 20 e 21 Agosto 2012

Festeggiamenti in onore di Maria SS Assunta in Cielo e San Rocco Confessore

San Rocce e Maria SS AssuntaL'annuale celebrazione dei Santi Patroni ha sempre rappresentato per Vitigliano un importante momento religioso e culturale della sua vita sociale: le date del 15 e 16 agosto, perno della stagione estiva, e le due successive, relative ai festeggiamenti veri e propri, si presentano allo straniero come l'emblema dell'orgoglio e del costume storico del paese, capace di riconoscere nelle proprie tradizioni l'appartenenza alle stesse radici.

La festa di Santo Rocco e della Madonna Assunta non è quindi soltanto una rievocazione invariata e noiosa di un evento festoso, ma l'espressione della consapevolezza di tutti di appartenere ad un gruppo integrato, basato sulle uguali origini e compartecipanti ciascuno ad una realtà, quella paesana, unica nel suo genere: dalla certezza delle usanze e dalla fragranza della consuetudine si può cogliere il sapore della sana e apprezzata ritualità.San Rocco
La festa nasce dall'attesa; si evolve nella preparazione attraverso la novena; sfocia in gioia, che con il canto a San Rocco trova il suo momento aulico: quasi un inno a tutto ciò che di buono e genuino si coglie in quei giorni, fatti di luci, bancarelle, processioni, fuochi d'artificio e preghiere. Quindi, Ave Roche Santissime.
L'alba del primo giorno viene accolta con uno sparo di fuochi, un modo anch'esso per salutare la festa che si appresta (ore 06.00).
La banda di prima mattina fa il giro del paese; il vitiglianese è svegliato dal dolce suono delle melodie, magistralmente orchestrate, di piatti e grancasse; lo stuolo dei bambini al seguito dei bandisti fa da cornice al tutto.
Maria SS AssuntaMa è il pomeriggio (ore 18,00 circa) che ha inizio la grande "euforia".
La Santa Messa alle ore 19,00 apre le celebrazioni liturgiche, che vedono nella concomitante processione, l'immensa devozione ai due santi protettori. Particolare è la successione dell'uscita dalla chiesa di San Michele: in questo primo giorno, l'onore di uscire per ultimo accompagnato dalla banda è per la Madonna Assunta.
La processione anch'essa anima della tradizione, è il vero compendio della religiosità dei vitiglianesi: tutti in fila accompagnano le statue dei due Santi per il tradizionale giro del paese. A guidare i devoti per le vie illuminate dalle luci delle case, accese in segno di venerazione, è laFratellanza, una confraternita di persone pie votate alla preghiera e agli uffici caritatevoli.
A metà percorso, e precisamente sutta u puzzu, la processione si ferma a gustare un cospicuo gioco di fuochi d'artificio; uno spettacolo veramente unico, dove il paesano esperto e attento si mostra pronto con il suo insindacabile giudizio circa la bellezza delle immagini e la bravura dei Luminariefochisti.
Con il ritorno in chiesa si culmina questo primo giorno: la predica rivolta alla figura della Madonna Assunta perpetra la liturgia sacra. Poi infine il concerto bandistico fino a notte inoltrata.
Anche la seconda aurora viene salutata da uno sparo di fuochi, oggi, secondo giorno, l'apice della festa si percepisce dalle ben due bande che girano per il paese.
Ore 10,00, processione e conseguente messa cantata; spetta ora a San Rocco uscire per ultimo. Anche oggi la predica ha un valore secolare: ogni anno un frate franscescano viene invitato a raccontare le gesta del Santo, un modo per stimolare la memoria su di una storia che è per tutti espressione di alto esempio etico e morale da acquisire e riproporre nella propria vita quotidiana.
Il pranzo dei vitiglianesi................una delizia da gustare casa per casa.
Alle 18,00, si da inizio ufficialmente alla festa con il concertone delle due bande.
Intorciata di mezzanotteMa il massimo splendore della solennità si ha allo scoccare delle 24,00: la tradizione vuole che il Santo Patrono venga riportato in processione nella sua chiesetta a poche decine di metri dalla chiesa Madre, che lo aveva momentaneamente ospitato. Questo breve tratto è accompagnato da fuochi e fiaccolate, a salutare il Santo. Ma la parte più spettacolare sta nell'evento dei vai e vei, traccianti sparati lungo i fili d'acciaio che uniscono la cappella con la chiesa Madre. L'unicità dello spettacolo è confermata dalla moltitudine di stranieri presenti alla manifestazione.
La fine dei festeggiamenti si ha con lo sparo degli ultimi fuochi pirotecnici.
Come è facile cogliere, la sapiente commissione tra sacro e profano viene condotta saggiamente dai suoi organizzatori per non deturpare la religiosità del momento; perchè la festa e le sue scintillanti manifestazioni non mortificano il credente, ma esprimono il moderato sfogo della sua fede, tra canti, preghiere e fuochi d'artificio.


Cosimo Maggio