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La Confraternita dell'Addolorata

Nell'Archivio Storico Diocesano di Otranto, oltre alla normale giacenza degli Atti Visitali dei Vescovi, sono conservati documenti riguardanti le singole Parrocchie della Diocesi, raggruppati nella serie archivistica denominata "Luoghi della Diocesi" o "Fondo Parrocchie". Nella serie di Vitigliano abbiamo scoperto un "notiziario" reso dall'Arciprete Don Stefano Panico al Vescovo di Castro Mons. Agostino Gorgoni. Il documento è datato a Vitigliano il 2 aprile 1777, ossia un anno dopo la costruzione della chiesa. Oltre alle due Confraternite già esistenti alla fine del sec. XVII si descrive a chiare lettere la cappella della Vergine Addolorata, nella quale in passato si faceva adunanza di Fratelli ma "al presente vi sta la pura Chiesa, amministrata da Fedele Rizzo". La Congregazione dell'Addolorata quindi era presente prima ancora della nascita dell'edificio ma in veste non ufficiale. Essa avrà riconoscimento ed approvazione reale solo il 28 giugno 1787 dal Sovrano borbonico Ferdinando IV. I Fratelli dell'Addolorata, dopo la costruzione della loro chiesa confraternale, si prodigarono per vedersi riconosciuto il loro desiderio di

"congregarsi" ed è per questo motivo che pochi anni dopo ricevono l'Assenso reale e le Regole dello Statuto. Anche dopo l'aspetto economico-finanziario ricorrono alle acquisizioni dei legati ai proventi dei frutti dei capitali censi che venivano concessi ad tempus. Le necessarie riparazioni della chiesa e la provvisione delle suppellettili erano garantite dai frutti derivanti da un capitale di 200 ducati sui beni degli eredi del fu Saverio Ciullo, capitale lasciato alla Confraternita per la gestione dei proventi. La somma devozione verso la Vergine Addolorata ed il massimo decoro riservato alla chiesa portarono i Congregati ad una vera e propria organizzazione delle opere di culto tributate alla Titolare. Nell'ultimo scorcio dell'Ottocento ogni domenica mattina dai fratelli si recitava o cantava l'Ufficio dei morti per i Fratelli defunti e, per lo stesso fine, dalle sorelle si recitava il Rosario nelle ore vespertine. Nel corso della Quaresima ogni sabato sera si praticava la devozione delle Piaghe di Nostro Signore ed altre preghiere di penitenza. In preparazione delle due feste della Titolare si faceva il settenario, ed il novenario in preparazione della festa di San Michele Arcangelo. Si praticava anche la devozione del mese di Maria. Nel 1874 la Fratellanza poteva contare sulle quote di 193 Fratelli e di 187 Sorelle che pagavano ciascuno 121 grana (le cosiddette granelle). Sopravvive ancora il capitale di 200 ducati che, alla ragione del sei per cento, fruttava alla Congregazione 12 ducati annui. Una copia delle Regole fu redatta dal Parroco di Vitigliano il 16 aprile 1899 ed il documento originale si conserva ancora presso l'Archivio Diocesano di Otranto. Nella parte conclusiva del documento si invitano i Congregati a pregare intensamente affinchè l'augusto e pio Monarca si degni impartire a grazia speciale il suo Beneplacito per la ricezione delle Sorelle alla pia Fratellanza "onde accrescere sempreppiù la divozione a Maria Santissima, il Culto a Dio Ottimo Massimo, ed il mantenimento di detto oratorio". Infine rimanda il lettore allo Statuto originale, riferendosi certamente a quello approvato dal Re Ferdinando IV. Sempre nel corso del XIX sec. la Congregazione ottenne dei particolari privilegi, quali la concessione delle Indulgenze da lucrarsi nelle condizioni opportune e necessarie. gli stessi Fratelli videro infine riconosciuta la loro Fratellanza come "aggregata" all'Arciconfraternita dell'Addolorata in Roma, riconoscimento concesso anche ad altre Confraternite dell'Arcidiocesi di Otranto. Tra gli ultimi Atti giuridici concessi alla Congregazione c'è da rilevare il riconoscimento giuridico emanato con Reggio Decreto del 21 Gennaio 1935, n.238. Recentemente da parte dell'Arcivescovo di Otranto è stato promulgato il nuovo Statuto delle Arciconfraternite e Confraternite dell'Arcidiocesi, in data 9 Novembre 2001, con entrata in vigore il 1° Gennaio 2002, festa della Maternità di Maria Vergine. Quest'ultimo testo legislativo abroga definitivamente tutti i testi precedenti.

Bollettino del Santuario"Madonna del Rosario di Pompei" 
di Castro Marina Anno VIII n. 1 - 2004 
di Filippo G. Cerfeda