Festa di Maria Santissima Assunta e San Rocco: storia e tradizioni a Vitigliano
Ci sono suoni e profumi che non si dimenticano. Per chi è cresciuto a Vitigliano, la sera del 15 agosto ha un ritmo preciso: le campane della chiesa parrocchiale che suonano a distesa, il vociare della gente in piazza, e quell’aroma inconfondibile di zeppole fritte che si spande per le strade strette del paese. È la festa di Maria Santissima Assunta e San Rocco, la festa patronale che ogni anno, il 15 e il 16 agosto, trasforma questa frazione di Santa Cesarea Terme in un piccolo cuore pulsante del Salento. In questo articolo vogliamo raccontarvi la storia, i riti e le tradizioni di una celebrazione che non è soltanto religiosa, ma profondamente identitaria per tutta la comunità.
Le radici storiche della festa a Vitigliano

Ricostruire le origini esatte della festa patronale non è semplice, perché la devozione popolare si intreccia con la storia locale in modo profondo, spesso affidato più alla memoria collettiva che ai documenti. Consultando gli archivi parrocchiali e ascoltando i racconti degli anziani del paese, emergono però alcune tappe fondamentali che ci aiutano a capire come questa doppia devozione – all’Assunta e a San Rocco – sia diventata il cuore dell’identità vitiglianese.
Il culto dell’Assunta e la devozione a San Rocco nel Salento
Nel Salento il culto di Maria Santissima Assunta affonda le radici nei secoli dell’età moderna, quando le confraternite laicali promuovevano con forza la devozione mariana nelle comunità rurali. A Vitigliano, come in molti altri paesi della provincia di Lecce, l’Assunta divenne presto la protettrice delle messi e delle famiglie contadine, invocata per la protezione dei raccolti e per la salute dei figli.
Accanto a lei si consolidò la devozione a San Rocco, il pellegrino taumaturgo invocato contro le epidemie e le malattie. Non è un caso che il suo culto si diffondesse soprattutto dopo i periodi di peste che colpirono il Regno di Napoli: San Rocco diventò il santo a cui affidarsi nei momenti di paura, un compagno di preghiera per intere generazioni di salentini.
Vitigliano tra ‘800 e ‘900: quando la festa divenne identitaria
È tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento che la festa assume la forma che ancora oggi riconosciamo. In quegli anni la comunità di Vitigliano, frazione di Santa Cesarea Terme in provincia di Lecce, si stringe attorno alla sua parrocchia e alle confraternite, organizzando per la prima volta con regolarità il triduo di preghiera, la processione e i festeggiamenti civili in piazza.
Le testimonianze orali raccolte dagli anziani parlano di famiglie che preparavano i ceri mesi prima, di donne che cucivano abiti nuovi per l’occasione e di giovani che si allenavano per suonare nella banda del paese. La festa diventa così non solo un appuntamento religioso, ma un momento in cui Vitigliano si riconosce come comunità, distinguendosi dai paesi vicini come Santa Cesarea Terme, Castro o Poggiardo.
I giorni della festa: date, riti e preparativi
La festa patronale di Maria Santissima Assunta e San Rocco si celebra il 15 e il 16 agosto, ma i preparativi iniziano molto prima. Il calendario dei festeggiamenti è scandito da momenti precisi, che coinvolgono l’intero paese e richiamano visitatori anche dai comuni limitrofi.
Il triduo e la veglia di preghiera
Nei tre giorni che precedono la festa si svolge il triduo di preghiera, con messe serali, rosari e momenti di riflessione guidati dal parroco. La sera della vigilia, il 14 agosto, è dedicata alla veglia: la chiesa resta aperta fino a tarda notte e molti fedeli si alternano in preghiera davanti alle statue dei santi, già esposte in abiti nuovi.
L’allestimento di piazza e vie del paese
Parallelamente ai riti religiosi, il paese si prepara materialmente alla festa. Le vie del centro si riempiono di luminarie, i balconi vengono addobbati con fiori e stendardi, e in piazza si montano i banchi degli ambulanti, le bancarelle dei dolciumi e lo spazio per l’orchestra. Ecco cosa si può vedere nei giorni precedenti:
- Le luminarie artistiche che disegnano archi di luce sopra le strade principali
- I banchi di zeppole, mandorle pralinate e torrone allestiti dagli artigiani locali
- Il palco per la banda musicale e per i concerti serali
- Le sedie e le transenne lungo il percorso della processione
- Gli stendardi delle confraternite appesi alle facciate delle case
La processione e i momenti di comunità
Il cuore della festa è senza dubbio la processione. Il pomeriggio del 15 agosto, dopo la messa solenne, le statue di Maria Santissima Assunta e di San Rocco vengono portate a spalla per le vie di Vitigliano, accompagnate dalla banda musicale locale e da un corteo di fedeli che intona canti mariani. Il 16 agosto, giornata dedicata a San Rocco, si ripete la processione con il solo simulacro del santo, in un clima più raccolto ma altrettanto sentito.
Il percorso della processione tra le vie del paese
Il percorso tradizionale tocca i punti simbolici di Vitigliano: dalla chiesa parrocchiale si snoda verso le vie del centro storico, passa davanti alle case delle famiglie più anziane e fa tappa in alcune edicole votive. Lungo il tragitto i fedeli lanciano petali e coriandoli al passaggio delle statue, mentre dagli usci si affacciano gli abitanti con candele accese.
Ex voto e storie di devozione popolare
Uno degli aspetti più toccanti della festa è la presenza degli ex voto. Molte famiglie di Vitigliano portano in processione ceri votivi e piccoli quadri che testimoniano grazie ricevute: guarigioni, scampati pericoli in mare, nascite difficili. Le confraternite locali, custodi di questa memoria, accompagnano il corteo con i loro stendardi, ricordando anno dopo anno le storie di devozione che legano il paese ai suoi santi protettori.
Sapori e tradizioni gastronomiche della festa
Nessuna festa salentina è completa senza la sua cucina. Anche a Vitigliano la gastronomia gioca un ruolo centrale, con piatti che si preparano solo in queste occasioni e che raccontano la storia contadina e marinara del territorio.
Le zeppole e i dolci della tradizione
Le zeppole di San Rocco sono il simbolo dolce della festa: piccoli gnocchi di pasta lievitata, fritti nell’olio e cosparsi di zucchero, preparati dalle massaie del paese già nei giorni precedenti. Accanto a loro troviamo i dolci di mandorla tipici della tradizione salentina – paste reali, mustazzoli e mandorle pralinate – che riempiono i banchi della piazza e le tavole delle famiglie.
Il pescato del Salento sulle tavole della festa
Grazie alla vicinanza con la costa di Santa Cesarea Terme e con i porti di Castro e Otranto, sulle tavole della festa non manca mai il pesce azzurro: alici, sardine, sgombri e talvolta anche piccoli totani, cucinati alla brace o fritti. La pesca nel Salento è una tradizione antica che ancora oggi dà lavoro a molte famiglie del litorale adriatico, e durante la festa patronale i pescatori locali portano il loro pescato direttamente sulle bancarelle del paese.
La festa oggi: tra fede, turismo e identità
Negli ultimi decenni la festa di Maria Santissima Assunta e San Rocco è cambiata, adattandosi ai tempi senza però perdere la sua anima. L’arrivo di visitatori da Santa Cesarea Terme, da Lecce e da altre località del Salento ha portato nuova energia al paese, ma la comunità ha saputo mantenere intatto il carattere autentico della celebrazione.
L’arrivo dei visitatori e l’impatto sul paese
Durante il 15 e il 16 agosto le strade di Vitigliano si riempiono di turisti e di salentini emigrati che tornano per la festa. Le strutture ricettive di Santa Cesarea Terme registrano il tutto esaurito, e i ristoranti del territorio propongono menù speciali a base di pesce azzurro e dolci di mandorla. Questo afflusso rappresenta una risorsa economica importante, ma richiede anche un’organizzazione attenta da parte della parrocchia e dei volontari.
Il ruolo dei giovani e delle associazioni locali
Uno degli aspetti più belli della festa odierna è il coinvolgimento dei giovani. Le associazioni locali, la Pro Loco e i gruppi parrocchiali collaborano all’organizzazione dei festeggiamenti civili, delle attività per i bambini e della gestione della sicurezza. Sono proprio i più giovani a garantire che la tradizione delle zeppole, dei canti e della processione continui a vivere, portando avanti un patrimonio che appartiene a tutto il paese.
La festa di Maria Santissima Assunta e San Rocco non è soltanto un evento religioso: è il momento in cui Vitigliano si ritrova, si riconosce e rinnova il legame con la sua storia. Tra il profumo delle zeppole, il suono della banda e la luce delle luminarie, il paese mostra la sua anima salentina più autentica, fatta di fede, di famiglia e di comunità.
Domande frequenti sulla festa di Vitigliano
Quando si celebra la festa patronale di Vitigliano?
La festa patronale di Maria Santissima Assunta e San Rocco si celebra il 15 e il 16 agosto. Il 15 agosto è dedicato all’Assunta, con la processione principale, mentre il 16 agosto è la giornata di San Rocco.
Dove si trova Vitigliano?
Vitigliano è una frazione di Santa Cesarea Terme, in provincia di Lecce, nel cuore del Salento meridionale, a pochi chilometri dalla costa adriatica.
Cosa sono le zeppole di San Rocco?
Sono dolci tipici della tradizione salentina, preparati con pasta lievitata fritta e cosparsa di zucchero. A Vitigliano vengono preparati dalle famiglie locali in occasione della festa patronale.
Si può assistere alla processione anche se non si è residenti?
Sì, la processione è aperta a tutti. Ogni anno partecipano fedeli e visitatori provenienti da Santa Cesarea Terme, da Lecce e da altre località del Salento.
Quali piatti si possono gustare durante la festa?
Oltre alle zeppole e ai dolci di mandorla, durante la festa si possono gustare piatti a base di pesce azzurro della costa adriatica, come alici, sardine e sgombri, espressione della tradizione della pesca nel Salento.

